Nostalgia

libroSi era raggomitolato tutto per meglio essere contenuto da quel corpo di donna verso cui lo spingeva una struggente inesplicabile nostalgia, la stessa che, pungente come un freddo vento di neve, aveva irrimediabilmente eroso la sua sicurezza, un male sottile, prepotente, implacabile, che aveva via via frantumato certezze, valori, ideali. Quella donna non bella né sensuale, quasi anonima, aveva saputo bergli l’anima in un lungo rapido sorso lasciandolo inerme come un bimbo appena nato, e come tale era là, sul suo corpo, contenuto nel suo abbraccio, per esserne posseduto e riceverne in dono una nuova consapevole identità. Non una parola tra loro, come se tutto fosse già stato predisposto e ognuno conoscesse il proprio ruolo; solo uno sguardo gravido di reciproca attesa che infondeva alla mano di lei un movimento lento, cadenzato, e trasformava quella lieve carezza in un’intima silente ninnananna. Il leggero chiarore di una lampada ad olio era l’unico testimone di quel segreto incontro d’amore! Chiuse gli occhi per gustare in totale abbandono quel quieto dolce ninnare che sapeva già di cipria e di latte. Un’onda di calore scaturì dal ventre della donna e lo sommerse trascinando con sé ogni appiglio con la realtà: giocava in quell’onda, senza più paure né angosce, con la voce di sua madre che aveva riscoperto i toni caldi dell’attesa … di quella voce si nutrì a sazietà mentre pian piano ritrovava la sua capacità di piangere smarrita da bambino perché ‘un uomo non deve piangere mai!’. A quel pianto affidò le sue incertezze, delusioni ed errori, soprusi e imposizioni, rancori e privazioni; nei suoi singhiozzi liberò la sua fragilità soffocata tra le pieghe di un guanciale perché ‘un uomo deve essere forte sempre! …’. Le braccia della madre morbide di rinnovata tenerezza ricullarono la sua disperazione e dal suo seno risucchiò avido e ingordo tutto l’amore taciuto, velato di pudore e discrezione, e finalmente saturo di quella linfa vitale poté percorrere ancora, tappa dopo tappa, il sentiero già tracciato dall’altrui saggezza ed esperienza: ad un bivio raccolse il suo aquilone ancora profumato di speranze e illusioni, dai rifiuti un futuro celato dal mistero; alla brezza di mare carpì i suoi sogni e desideri, ad un altare di pietra sottrasse emozioni e fantasia, dai piedi di una culla la propria libertà … e il bambino prese per mano l’uomo per ricondurlo a quel grembo di donna per fondersi insieme in quell’abbraccio di madre dove ingenuità e scaltrezza, innocenza e saggezza, sentimenti e gesti si riconciliano in armonia d’intenti … Il chiarore della lampada ad olio divenne luce piena, il suo torpore si dissolse e riaprì gli occhi alla vita finalmente pago per quella sua ritrovata capacità di ricordare i sogni.

Rosalba Barcella

 


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